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L’IA che ci dà (sempre) ragione

Algoritmi compiacenti tra persuasione e nuove abitudini di ricerca
    • Scuola superiore (SS2G)
    • Scuola media (SS1G)
    • Università
    22 settembre 2026
    17:00 - 18:00
    1 ore certificate
    gratuito
    Debora Nozza, Emanuele Moscato

    Il webinar

    Più si usa l’Intelligenza Artificiale, più se ne scoprono le complessità: oltre la superficie, emergono lati d’ombra come l’adulazione, la tendenza dell’algoritmo a dare sempre ragione, o il rischio di persuasione. Persino la presenza ormai pervasiva nei motori di ricerca impone nuove attenzioni a  cerca contenuti e informazioni. 
    Questo webinar è  l’occasione per fare il punto su aspetti spesso trascurati, ma fondamentali per usare l’IA in modo sicuro, consapevole e responsabile, senza perdere di vista il ruolo e il valore delle persone.
    Con un taglio concreto e tanti esempi per rimettere il pensiero critico al centro e governare la tecnologia con competenza.

    Ricevo un attestato?

    Chi partecipa al webinar in diretta riceverà un attestato di partecipazione che certificherà un'ora di formazione.

    L'attestato viene dato a chi partecipa alla diretta e inviato alla mail con cui ci si è iscritti all'evento poco dopo la conclusione dell'incontro.
    L'evento è organizzato e trasmesso attraverso il servizio di streaming Zoom.

    Tutti gli iscritti (partecipanti e non) il giorno dopo la diretta ricevono il link alla registrazione e alle slide dell'evento.

    Quanto costa?

    Questo webinar è gratuito.

    Il webinar è tenuto da

    Debora Nozza

    Assistant Professor in Computing Sciences all’Università Bocconi. Studia come e perché le persone utilizzano i modelli di intelligenza artificiale nella vita quotidiana e analizza gli impatti etici di queste tecnologie. Nel 2023 ha ricevuto un ERC Starting Grant per un progetto sul linguaggio e intelligenza artificiale.

    Emanuele Moscato

    Data Scientist e docente, lavora con l’AI per le aziende e la insegna all’Università Bocconi. In passato è stato ricercatore ma anche insegnante nella scuola secondaria di II grado, dove si è reso conto dell’impatto che la scuola può avere sul futuro.

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